Il Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP si conferma, ancora una volta, una realtà solida, capace di mantenere attrattiva e qualità. A dirlo non siamo noi, ma il bilancio approvato dall’assemblea dei soci a maggio 2026, che rispecchia un quadro in linea con gli anni precedenti. Una disamina che certamente non descrive un quadro facile, così come non facile è la situazione che le imprese italiane, così come le associazioni del comparto agroalimentare, stanno affrontando dal 2020. Nonostante tutto, però, il Consorzio continua a piazzarsi come una delle prime realtà del comparto della carne di qualità e soprattutto garantendo ai suoi soci una progettualità a lungo termine, strumento indispensabile per far fronte alle difficoltà attuali.
Inutile ribadire che il nostro Paese sta affrontando una delle peggiori crisi economiche degli ultimi 20 anni. Lo dimostrano i grafici economici che ormai da oltre 6 anni, purtroppo, presentano una flessione verso il basso. Le guerre e il conseguente caro prezzi non fanno sconti a nessuno, tanto meno a una realtà come il Consorzio del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale che, al suo interno, racchiude oltre 1400 soci.
Il bilancio 2025 ci dice che nonostante tutto, grazie al grande lavoro di tutta la filiera, il Consorzio mantiene la sua solidità, portando avanti il lavoro con passione e professionalità.
Al 31 dicembre 2025 la compagine sociale del Consorzio contava complessivamente 1.438 soci, di cui 1.247 allevatori, 7 macellatori e 244 porzionatori, comprendenti macellerie e laboratori. Sessanta associati appartengono a più categorie a conferma dell’integrazione e della stretta collaborazione che caratterizzano i diversi passaggi della filiera.
Il sistema di controllo della denominazione coinvolge 2.892 allevamenti, ai quali si affianca una rete commerciale e produttiva composta da 736 macellerie, 92 operatori commerciali e 115 laboratori di sezionamento. Numeri che raccontano la presenza capillare del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP e il ruolo del Consorzio come punto di riferimento per tutti gli operatori impegnati nella produzione e nella valorizzazione di questa eccellenza italiana.
Oltre 16 mila capi certificati nel 2025
Nel corso del 2025 sono stati certificati complessivamente 16.170 capi, appartenenti alle tre razze previste dal disciplinare di produzione. La Chianina si conferma la razza maggiormente rappresentata, con 9.311 certificazioni, seguita dalla Marchigiana, con 5.247 capi, e dalla Romagnola, con 1.612 capi certificati.
Il 76,70% del prodotto certificato è transitato attraverso gli operatori commerciali e i laboratori di sezionamento aderenti al sistema, mentre oltre 1,7 milioni di chilogrammi di prodotto sono stati destinati alle macellerie attraverso il canale tradizionale, la grande distribuzione organizzata e la vendita aziendale.
I dati relativi al valore delle carcasse confermano inoltre il posizionamento qualitativo delle produzioni tutelate. Nel 2025 il prezzo medio ha raggiunto 8,50 euro al chilogrammo per la Chianina IGP, 7,60 euro per la Marchigiana IGP e 7,70 euro per la Romagnola IGP, con valori differenziati in base alla razza e al sesso dei capi.
Progetti e risorse per sostenere la filiera
Una parte centrale dell’attività del Consorzio ha riguardato lo sviluppo di progetti finalizzati alla promozione, alla qualificazione e al rafforzamento della filiera.
Nel 2025 si è concluso il progetto MASAF relativo all’annualità 2023, che ha previsto una spesa di 5.496,21 euro e un contributo di 4.946,59 euro. È proseguito, inoltre, il progetto MASAF relativo all’annualità 2024, con una spesa di competenza pari a 3.579,20 euro e un contributo di 3.221,28 euro.
Particolarmente significativo è stato l’intervento realizzato nell’ambito del CSR per l’Umbria 2023-2027, misura SRG10, che ha interessato l’attività svolta durante l’intero anno. Il progetto ha previsto una spesa di 258.962,04 euro, sostenuta da un contributo pari a 181.273,44 euro.
Risorse destinate a sostenere un sistema produttivo che custodisce competenze, tradizioni e professionalità, ma che continua anche a investire nell’innovazione, nella conoscenza dei mercati e nel rapporto con i consumatori.
Il Vitellone Bianco protagonista in tutta Italia
Nel 2025 il Consorzio ha portato il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP in un articolato calendario di fiere, manifestazioni, iniziative enogastronomiche e appuntamenti dedicati agli operatori professionali.
Da Vinitaly a TuttoFood, da AgriUmbria a iMeat, passando per Chianina & Syrah, il Festival Qualivita, BuyFood, Campanialleva, Agrishow, Tramonto DiVino e Gragnano Città della Pasta, la denominazione è stata protagonista in numerose località italiane, incontrando pubblici diversi e rafforzando il dialogo con chef, ristoratori, macellai, distributori e consumatori.
Una parte importante del programma è stata rappresentata anche dalla quarta edizione di “Chianina in Tavola in Tour”, che ha coinvolto ristoranti e professionisti della ristorazione in diversi territori dell’area di origine, offrendo occasioni di incontro e approfondimento dedicate alla conoscenza, alla lavorazione e all’utilizzo della carne certificata.
Per il noleggio degli spazi espositivi e gli allestimenti sono stati investiti 95.722,42 euro, mentre l’acquisto di carne e prodotti utilizzati per degustazioni e showcooking ha richiesto ulteriori 8.422 euro. A queste cifre si aggiungono i costi relativi a trasporti, personale, vitto e alloggio.
Comunicazione, informazione e formazione
Il racconto della denominazione e dei suoi valori ha rappresentato un altro asse fondamentale dell’attività del Consorzio.
Nel 2025 l’investimento destinato alle attività informative e promozionali è stato pari a 88.665 euro. Le risorse sono state utilizzate per la realizzazione e la stampa di brochure e materiale informativo, per i Quaderni della Carne, per le uscite pubblicitarie sulle riviste di settore, per le analisi di mercato e dei pubblici, per la newsletter, per la produzione di video-interviste e per le attività informative realizzate presso gli istituti alberghieri.
A questo impegno si sono aggiunti 17.080 euro destinati all’ufficio stampa e 20.130 euro dedicati alla gestione dei canali social, attraverso il sito internet del Consorzio e le pagine Facebook, Instagram e YouTube.
Un investimento complessivo superiore a 125 mila euro, finalizzato a diffondere una conoscenza sempre più approfondita del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, del suo disciplinare di produzione e del lavoro quotidiano svolto dagli allevatori e dagli operatori della filiera.
Tutela della denominazione e vigilanza sul mercato
Accanto alla promozione, il Consorzio ha continuato a svolgere una funzione essenziale nella tutela della denominazione da abusi, contraffazioni, atti di concorrenza sleale e utilizzi impropri.
Nel corso del 2025 sono state realizzate 59 attività ispettive, nell’ambito del programma annuale concordato con l’Ispettorato Centrale per la tutela della Qualità e la Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari.
I controlli hanno interessato 43 macellerie, 2 laboratori di lavorazione di prodotti trasformati e 14 siti di vendita online. L’attività ha portato all’emissione di 7 diffide, mentre ulteriori verifiche sono state svolte presso centri di lavorazione, laboratori di trasformazione e marketplace digitali.
Il Consorzio ha inoltre approvato 18 nuove etichette di prodotti trasformati e 6 modifiche a etichette già esistenti, accompagnando le imprese nella corretta comunicazione e presentazione dei prodotti realizzati con carne certificata.
Nuovi progetti e formazione per il 2026
L’assemblea ha rappresentato anche l’occasione per presentare il programma delle attività future. I progetti già approvati per il 2026 prevedono una spesa complessiva superiore a 593 mila euro.
A questi interventi si aggiunge il progetto di filiera ISMP – Innovation and Sustainability in Meat Production, programmato per il triennio 2027-2029, con una spesa ammessa di 540.103,76 euro e un contributo di 432.083 euro.
Fra le attività previste figurano la nuova edizione del Quaderno della Carne dedicata al mondo del barbecue, la produzione di nuove video-ricette, il materiale informativo destinato a punti vendita e ristoranti, le analisi di mercato e un nuovo calendario di manifestazioni rivolte al pubblico e agli operatori del settore Ho.Re.Ca.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla formazione, con corsi rivolti a macellai, operatori e assaggiatori di carne bovina, dedicati alla manutenzione degli strumenti da taglio, alla valutazione sensoriale e ai tagli destinati al barbecue moderno.
Il programma comprende inoltre uno studio sulla sostenibilità ambientale ed economica degli allevamenti, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, insieme al monitoraggio del mercato, all’analisi dei dati di macellazione e allo studio dei principali fattori qualitativi della carne.
Con una base sociale ampia, una rete diffusa e una progettualità capace di unire tutela, promozione, formazione e innovazione, il Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP continua così a rappresentare una delle realtà di riferimento della zootecnia italiana e un presidio fondamentale per la salvaguardia delle razze Chianina, Marchigiana e Romagnola, dei territori nei quali vengono allevate e del patrimonio economico, culturale e professionale che esse esprimono.








