Allevamento non vuol dire solo pascoli e crescita dei bovini. Allevamento vuol dire anche scienza, ricerca e selezione, e questo il Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP lo sa bene.
A conoscerne fino in fondo l’importanza è anche l’A.N.A.B.I.C., che da oltre 65 anni contribuisce alla selezione e al miglioramento delle razze bovine italiane da carne.
Per la nostra rubrica alla scoperta della filiera del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP siamo andati a conoscere più da vicino questa realtà e abbiamo fatto una chiacchierata con il direttore Andrea Quaglia, per capire il lavoro si nasconde dietro il miglioramento genetico delle nostre razze.
Guarda la filiera del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP sul nostro canale YouTube: https://www.youtube.com/@vitellonebianco
Direttore, partiamo dall’inizio: che cos’è l’ANABIC?
“L’A.N.A.B.I.C. è l’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne e al suo interno raccoglie gli oltre 5mila allevatori delle razze Chianina, Marchigiana e Romagnola, le tre razze previste dal disciplinare del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, oltre alla Maremmana e alla Podolica, che sono le due razze rustiche dell’ANABIC.
Nello specifico ci occupiamo della tenuta dei Libri Genealogici, quindi della registrazione dei capi bovini e della definizione delle caratteristiche delle singole razze. Ci occupiamo anche del loro miglioramento genetico. Nel caso di Chianina, Romagnola e Marchigiana, ad esempio, studiamo e selezioniamo i maschi riproduttori con l’obiettivo di ottenere elevate performance e, soprattutto, animali sempre più liberi da eventuali problematiche genetiche”.
Quando nasce l’ANABIC?
“Noi nasciamo nel 1961, mentre il Centro Genetico di Perugia è stato creato nel 1985. Da allora sono oltre 6mila i vitelli passati attraverso le nostre stalle e sottoposti ai test del Centro Genetico. Una storia che continua ancora oggi attraverso il nostro lavoro di selezione”.
Ma che cosa significa, nello specifico, selezione genetica?
“Selezione genetica significa individuare i migliori riproduttori e utilizzare le loro caratteristiche genetiche per trasferirle alla popolazione. In pratica selezioniamo i soggetti che mostrano le migliori performance per i caratteri che ci interessano, come l’accrescimento, la muscolosità, la qualità della carne e l’efficienza alimentare.
L’obiettivo è fare in modo che queste caratteristiche possano essere trasmesse alle generazioni successive, dando origine a vitelli che presentino le qualità dei soggetti selezionati. Non parliamo di attività di laboratorio o di interventi artificiali: il processo avviene naturalmente e sempre nel pieno rispetto del benessere animale. C’è molta scienza, questo sì, ma non viene applicata alcuna tecnica invasiva sull’animale”.
Guarda l’intervista completa fatta ad Andrea Quaglia: https://www.youtube.com/watch?v=3xcfXuJAb_g








