Torna, immancabile, l’edizione di AgriUmbria. Da venerdì 27 a domenica 29 marzo il Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP sarà protagonista della tradizionale kermesse umbra, che ogni anno accoglie migliaia di visitatori da tutta Italia. Show cooking, competizioni tra i fornelli, dibattiti e momenti di confronto saranno al centro degli eventi organizzati dal Consorzio per promuovere e far conoscere una delle migliori carni italiane. Qualità, tutela ed eccellenza saranno i temi principali: gli stessi che il Consorzio porta avanti da oltre 25 anni con grande dedizione.
Il programma. In occasione di Agriumbria 2026, il Consorzio di Tutela Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP presenta un articolato programma di iniziative pensate per valorizzare la qualità certificata, promuovere la cultura della carne e rafforzare il dialogo con il pubblico e gli operatori del settore. Due giornate, sabato 28 e domenica 29 marzo, all’insegna di incontri, degustazioni e momenti formativi che mettono al centro il patrimonio agroalimentare italiano.
Il programma si apre sabato mattina con “Too fast…too good – L’eccellenza in un morso”, una gara di cucina che vedrà protagoniste le classi IV e V dell’Istituto Alberghiero di Assisi. Un’occasione per coinvolgere le nuove generazioni e trasmettere competenze e valori legati alla qualità delle materie prime e alla tradizione gastronomica.
Nel pomeriggio spazio al format “Un caffè in compagnia di…”, momento di confronto e approfondimento che vedrà la partecipazione dei consorzi di tutela e delle associazioni dei produttori DOP e IGP umbre, insieme alla Regione Umbria. Un dialogo aperto con il pubblico per raccontare le eccellenze del territorio e il valore delle filiere certificate. A seguire lo show cooking “T’amo Vitellone Bianco: ma come farlo in maniera corretta?” in collaborazione con lo chef Samuele Bovini, dedicato al corretto utilizzo della carne in cucina, offrirà spunti pratici e dimostrazioni culinarie di alto livello.
La giornata di domenica prosegue nel segno della divulgazione e dell’innovazione. Torna lo show cooking con lo chef Samuele Bovini, affiancato da nuovi momenti di approfondimento nell’ambito di “Un caffè in compagnia di…”, dedicati alle prospettive e ai progetti del Consorzio per il 2026. Tra i temi affrontati, l’importanza della carne nell’alimentazione dei bambini e dello sportivo, con il contributo della nutrizionista Dr.ssa Federica Dolce, l’evoluzione delle tecniche di cucina – con particolare attenzione alla cottura a bassa temperatura – e il tema della sostenibilità della filiera, grazie al coinvolgimento del Prof. Mariano Pauselli dell’Università degli Studi di Perugia.
Attraverso questo programma, il Consorzio conferma il proprio impegno nella promozione di una cultura alimentare consapevole, nella valorizzazione delle produzioni certificate e nello sviluppo di una filiera sempre più sostenibile e trasparente. Agriumbria si conferma così un’occasione strategica per rafforzare il legame tra produttori, istituzioni e consumatori, e per raccontare il futuro della qualità agroalimentare italiana.
“Ancora una volta – commenta Andrea Petrini, direttore del Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP – torniamo ad AgriUmbria, un evento che per noi non è solo un momento di confronto: è casa. Bastia Umbra, ormai da tanti anni, è diventata capitale dell’eccellenza agricola grazie a una manifestazione capace di valorizzare la tradizione italiana dandole al tempo stesso un respiro internazionale. Come Consorzio siamo orgogliosi di farne parte e di contribuire alla crescita di questo evento che, anno dopo anno, richiama migliaia di persone con iniziative e appuntamenti rivolti a tutti”.
Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale ha ottenuto nel 1998 il riconoscimento di IGP, Indicazione Geografica Protetta, ed è stato il primo marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dall’Unione Europea per l’Italia. Questa IGP certifica la carne prodotta dalle razze bovine tipiche dei territori dell’Appennino centrale (Chianina, Marchigiana e Romagnola), nate e allevate nelle aziende sottoposte alle verifiche sul rispetto del disciplinare di produzione, rientranti nell’area tipica e venduta esclusivamente nei punti vendita autorizzati. La filiera è interamente controllata a garanzia del consumatore.








