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COME LEGGERE L’ETICHETTA

Diritti e Doveri: “Se conosco posso scegliere”

Come consumatori abbiamo diritti ma anche doveri: abbiamo il diritto di essere informati su ciò che acquistiamo ma abbiamo anche il dovere di informarci.

“Se conosco posso scegliere, se non conosco è qualcun altro che sceglie per me!!!”; questa è una frase da tenere sempre bene a mente perché la nostra capacità di scelta (e quindi di libertà nella scelta) dipende, soprattutto, da quanto conosco il prodotto che acquisto.

E’ altrettanto vero, però, che siccome non posso conoscere tutto ciò che mi circonda, è fondamentale leggere (ma ancor più sapere leggere) le etichette e saper interpretare le informazioni in esse riportate.

 

L’etichettatura della carne bovina è obbligatoria per legge, da oltre 20 anni!!!

Vediamo quindi le informazioni che devono essere riportate in un’etichetta di tracciabilità della carne che dobbiamo trovare in macelleria e come leggerle.

E’ innanzi tutto utile sapere che con il Regolamento Ce 1760/2000 è stato reso obbligatorio a tutti coloro che commercializzano carne bovina fresca, di emettere ed esporre un’etichetta di tracciabilità riportante alcune informazioni minime obbligatorie, quali:

  • Il paese di nascita del bovino (il nome del paese deve essere scritto per esteso e non sono ammesse sigle: es: “ITALIA” e non “I”, “Germania” e non “D”, ecc…);
  • Il paese di allevamento
  • Il paese di macellazione e di sezionamento con i relativi codici di autorizzazione
  • Un codice di tracciabilità o lotto che permetta di “rintracciare” il singolo pezzo di carne in vendita.

E’ quindi obbligatorio trovare in macelleria un documento (etichetta) che ci informi in maniera chiara su ciò che compriamo. Tale documento deve essere PRESENTE, FACILMENTE IDENTIFICABILE E FACILMENTE LEGGIBILE…e se non lo trovi, hai il dovere di chiederlo!!!!

 

E per le altre informazioni?

Per poter comunicare in etichetta anche altre informazioni (es. la razza, il tipo di allevamento, il tipo di alimentazione, ecc…) è necessario disporre di un disciplinare che definisca le modalità di controllo della veridicità delle informazioni trasmesse. Quindi non si può dire che “Questa carne è di razza chianina” se non si dispone di un disciplinare controllato ed approvato. Quindi…attenzione!!!

L’etichetta, questa sconosciuta!!!

Quali sono, quindi, le informazioni che dobbiamo ritrovare nell’etichetta, in particolare, per la carne IGP Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale? E queste informazioni perché sono così importanti?

Vediamole insieme!!!!

1 -2: il logo comunitario della Indicazione Geografica Protetta (IGP) (1) e il logo della denominazione protetta “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale” (2) devono essere sempre presenti insieme nelle etichette del prodotto certificato (anche per il prodotto in vaschetta) in quanto permette una identificazione chiara delle informazioni;

3: La data di emissione ci permette di sapere quando la carne è stata destinata alla macelleria (o al ristorante);

4: “Nato, allevato e macellato in ……” sono le indicazioni obbligatorie che devono essere riportate in tutte le etichette. Queste informazioni sono importantissime perché ci permettono di sapere la provenienza degli animali e della carne, se gli animali sono arrivati in Italia subito dopo la nascita o poco prima della macellazione o se anche la macellazione è stata fatta all’estero. Trasporti lunghi degli animali, subito prima della macellazione, possono causare stress e quindi influire su alcuni aspetti qualitativi della carne.

Fai attenzione perché i bovini destinati alla certificazione “Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP devono essere nati, allevati e macellati in Italia

5: Azienda di nascita e allevamento: Viene riportato il nome delle aziende perché i nostri allevatori ci mettono la faccia (oltre che il cuore) e risulta facile, in un sistema completamente tracciato e controllato, dare con trasparenza le informazioni dell’intera filiera produttiva che deve svolgersi esclusivamente all’interno dell’area tipica (l’Appennino Centrale);

6: Matricola: è il “nome dell’animale” che lo rende unico attraverso cui è possibile rintracciare completamente ogni singolo capo. Tale codice inizia con la sigla dello stato di provenienza (IT=Italia), seguita da 3 numeri identificanti la provincia per poi riportare numeri progressivi identificanti il singolo capo;

7: Data di nascita: E’ una notizia molto importante perché ci permette di capire la categoria dell’animale e con essa le caratteristiche della carne.

  • La carne di vitello (animale sotto i 6 mesi) è molto chiara, povera in ferro e proteine, poco grassa e poco saporita;
  • La carne di bovini tra 12 e 24 mesi è tenera e gustosa, con il giusto tenore in grasso e proteine, di un colore rosso vivo e poco fibrosa;
  • La carne dei bovini con età superiore ai 24 mesi ha un colore più scuro, il grasso tende ad essere più giallo con un aumento della fibrosità e del contenuto di grasso.

NB: con il marchio IGP Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale possono essere certificati solamente i capi macellati tra 12 e 24 mesi.

8: conoscere il sesso del bovino è importante in quanto, generalmente, le carcasse delle femmine sono più piccole e leggere rispetto a quelle dei maschi e più marezzate in grasso;

9: l’informazione della razza è, forse, l’informazione più importante, perché il fattore genetico (la razza) influisce in maniera pesante sulle caratteristiche chimico-fisiche della carne. Per poter definire che la carne è di “RAZZA” è necessario che il capo sia iscritto al Libro genealogico Nazionale e quindi avere informazioni genetiche anche dei genitori, dei nonni, ecc…  (leggi il nostro articolo “E’ anche questione di genetica”).

Anche in questo caso è necessario riporre la massima attenzione alle informazioni che troviamo in macelleria…se non trovo la dichiarazione autorizzata della “razza” la truffa è in agguato!!!

10: Il peso della carcassa ci permette di calcolarci alcuni parametri produttivi importanti quale, ad esempio, l’accrescimento medio giornaliero, un indice di efficienza produttiva e di benessere dell’animale.

11: l’informazione del nome del mattatoio deve essere completata dal codice di autorizzazione sanitaria dell’impianto di macellazione

12: la data di macellazione ci permette di definire l’età dell’animale ma, soprattutto, il periodo di frollatura della carne (processo di maturazione e di trasformazione del muscolo in carne). Il periodo ottimale di frollatura dipende dal tipo di taglio e dal loro utilizzo: per alcuni tagli provenienti dal quarto anteriore ed utilizzati per lunghe cotture (brasato, stracotti, spezzatini, ecc…) frollature di 6-10 giorni possono essere sufficienti per conferire loro morbidezza e sapore, mentre per una lombata o altri tagli del posteriore per brevi cotture (es. fiorentina, ecc…) saranno necessari almeno 20 giorni.

13: Il laboratorio di sezionamento (se presente) indica il luogo in cui è avvenuta la lavorazione e il disosso; anche per questa informazione dobbiamo ritrovare il codice di autorizzazione sanitaria.

14: Destinazione e peso destinato: viene riportato il nome della macelleria o del ristorante che ha acquistato il prodotto ed il quantitativo preso in carico;

15: l’incaricato al mattatoio è colui che in fase di macellazione ha controllato i relativi requisiti di conformità, ha compilato il documento di controllo ed ha applicato i marchi a fuoco della carcassa ai fini della certificazione.

16: il numero del documento di controllo è il codice univoco che identifica tutta la carne proveniente dal capo bovino. Attraverso questo codice è possibile rintracciare qualsiasi lotto di carne certificato con il marchio IGP”Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale”. Nella sezione “Tracciabilità” del sito www.vitellonebianco.it” attraverso l’inserimento di tale codice è possibile verificare l’intera tracciabilità del capo.

17: L’informazione “Certificato da Organismo di Controllo autorizzato dal MIPAAF” è obbligatoria sull’etichettatura di tutti i prodotti DOP e IGP, perché l’intero sistema è controllato da un Organismo indipendente autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

 

Quindi leggere e saper leggere un’etichetta ci permette di tutelarci e di scegliere in maniera più consapevole e libera.